Le scuole chiudono e si programmano le vacanze! Eppure non per tutti è già tempo di mare, gli studenti impegnati negli esami di fine anno incominciano ad essere in fibrillazione, con i loro genitori che si prodigano a dispensare suggerimenti o a preparare scorte di thè e di caffé per aiutare i figli a superare le lunghe nottate sui libri.

Ma è proprio in queste situazioni di forte tensione emotiva che è davvero facile commettere errori e alimentarsi in maniera scorretta.

Per mettere un freno a stress e ansia come sempre l’arma migliore è l’alimentazione! Inoltre, se è vero, come provano i più recenti studi, che il cibo condiziona l’intelligenza, è anche vero che cercare di aumentare le capacità della memoria in previsione di un esame divorando grandi quantità di pesce, ricco di fosforo, è un espediente inutile.

In realtà non esiste una dieta dello studente vera e propria, così come non esiste per nessun  altra professione, ma sicuramente esiste la  possibilità di garantirsi un livello costante di nutrienti nel sangue che aiutano il buon funzionamento del cervello e ci preservano da stanchezza e scarsa concentrazione. Per questo non è sufficiente mangiare a volontà. Occorre provvedere ad una scelta razionale dei cibi e ad una giusta distribuzione degli stessi nell’arco della giornata: ciò non solo andrà a vantaggio della salute, ma favorirà anche il rendimento nello studio e l’equilibrio psico-fisico dello stuidente.

Per prima cosa la colazione al mattino resta il pasto più importante per iniziare bene la giornata di studio. Questa non va fatta all’in piedi ma con calma avendo la possibilità di consumare una tazza di latte zuccherato con cacao o caffè, fette biscottate con marmellata o cereali. Questi alimenti sono ideali perché non appesantiscono lo stomaco, ma forniscono allo stesso tempo la giusta dose di calorie. Trascorre quasi tutta la mattinata a stomaco vuoto invece  comporterebbe,  un ritmarsi di sbadigli e cali di concentrazione. Inoltre bisogna evitare di mangiare studiando, quindi niente sacchetti di patatine, cioccolata o bibite gasate. Questo tipo di cibi favorisce l’insonnia, impedendovi di mantenere alto il livello di attenzione.  Ricordate che l’organismo deve avere il tempo di assimilare i pasti, senza essere subito distratto dallo sforzo necessario per la concentrazione da studio.

Meglio allora fare un break a metà mattinata cosi come al pomeriggio, andrà bene qualsiasi spuntino dolce o salato, purché non si ecceda nella quantità e si possa arrivare alla cena con il giusto appetito. L’ideale sarebbe sempre della frutta o uno yogurt che allo stesso tempo risultano essere leggeri e nutrienti.

A pranzo e a cena è assolutamente vietato saltare i pasti con il pretesto di risparmiare tempo, l’ansia potrebbe indurvi poi a ingurgitare nervosamente tutto ciò che capita. Bisogna variare il più possibile gli alimenti equilibrando bene carboidrati, proteine e vitamine.

Innanzi tutto sfatiamo il mito degli alimenti ricchi di fosforo, come il pesce, che sarebbero in grado di aiutare la memoria a ricordare meglio.

Il consumo di pesce in vista degli esami infatti, come evidenziato in un recente studio nel campo della nutrizione, non si rivela particolarmente efficace nel rafforzare la memoria.

Allora oltre che al pesce, ricco di acidi grassi utili a  favorire lo sviluppo delle membrane cellulari, mangiamo anche altri alimenti proteici quali carne uova e latticini, che dovranno trovare spazio soprattutto a cena.

Lo scarso consumo di cibi contenenti ferro, può a lungo termine ridurre l’attività di alcune aree cerebrali.

A pranzo ricordiamoci invece di consumare  carboidrati complessi come pasta, riso e legumi.

Nei due pasti principali non dovranno mai mancare una porzione abbondante di verdura e un frutto. Le vitamine E, A e C dalle proprietà antiossidanti infatti, contrastano l’azione dei radicali liberi cosi da garantire una buona circolazione del sangue a livello cerebrale.

 

 

Riposare almeno 7 ore a notte è il minimo che dobbiamo garantire al nostro organismo in questo periodo. Per aiutare il sonno è opportuno quindi non eccedere con caffè, thè e altri alimenti di difficile e lenta digestione come grassi, e superalcolici.

Proprio il caffé , ad esempio, se da un lato può aiutare ad aumentare la capacità di veglia e a prolungare le ore di studio, dall’altro essendo corresponsabile della scarsità di sonno rischia di compromettere la lucidità necessaria per affrontare le prove.  In fine non dimentichiamo di bere tanta acqua, soprattutto nelle giornate più calde; e quando vi sentite troppo stanchi, c’è una sola cosa da fare: chiudere i libri e concedersi un sonno ristoratore, la vera ricarica naturale del cervello.