Negli ultimi giorni diversi i blog che hanno ripreso una notizia pubblicata in primis sul sito Corriere del Mattino (legato alla pagina facebook Giornale Del Corriere – ndr), il quale lo scorso 6 dicembre titolava:

“Carne di Cane – approvata la commestibilità ed il commercio in Italia”.

La notizia si potrebbe riassumere in un’unica sola frase riportata dal sopra citato blog:

“Nel 2014 entrerà in vigore la certificazione Europea di commestibilità richiesta dalla società “Xinshipu Ltd” che consentirà l’importazione di carni congelate di cane d’allevamento per i fruitori cinesi e la commercializzazione legale nei Supermarket gastronomici etnici”.

Carne di cane Complice la massiccia presenza di immigrati orientali in molti paesi occidentali, sono tanti gli utenti che hanno dato per veritiera questa notizia nonostante nessuna “fonte giornalistica ufficiale” l’abbia menzionata o in parte accennata; situazione quest’ultima per la quale altri hanno gridato “alla bufala”.

Credere o non credere ad un futuro commercio italiano legalizzato inerente la carne canina?

Per prima cosa vogliamo chiarire la posizione del blog che per primo ha consentito la divulgazione della news, il Corriere del Mattino.

Scorrendo infatti sul fondo di ogni pagina è possibile leggere, anche se non esposto a caratteri cubitali, la seguente dicitura:

“Il Giornale del Corriere è un sito satirico, e dunque alcuni articoli contenuti in esso sono da ritenere tali. La redazione non vuole offendere nessuno”.

Pura e semplice satira dunque mescolata, di tanto in tanto, a fatti di cronaca veritieri (vedi morte di Nelson Mandela).

Tuttavia anche la satira, così come le “migliori” bufale web, prendono spunto da accadimenti reali che vengono poi rielaborati a seconda delle esigenze della propria utenza, arricchiti con particolari inesistenti e immesse sul web.

Carne di cane

Nel caso della vendita di carni canine, possiamo ipotizzare che lo spunto sia l’interrogativo, lanciato lo scorso mese di luglio, che il vicepresidente della Commissione commercio internazionale, nonché vicepresidente dell’Intergruppo per la protezione degli animali al Parlamento Europeo, Cristiana Muscardini, presentò alla Commissione Europea dall’europarlamentare.

Come riportato sul sito della Muscardini, in data 12 luglio 2013, la stessa esponeva i propri timori in merito ad un presunto traffico illegale di cani presente in Europa, nella fattispecie è chiaro il riferimento al traffico clandestino di cani italiani denunciato, a fine anno 2012, attraverso un rapporto di “Zoomafie”.

Carne di cane

 

Ecco gli interrogativi di cui sopra esposti nel comunicato stampa intitolato “Commestibilità dei cani:

“E’ un nuovo allarme che viene lanciato dai magazine contro il rischio di possibili malattie – rabbia e colera – causate da partite di carne di cane, che ha un mercato floridissimo in Thailandia, dove i profitti valutati sono intorno al due milioni di euro. Il consumo è libero, mentre è vietato il commercio all’ingrosso. Il Sud-Est asiatico è il paradiso dei piatti con il cane come ingrediente principale.

Varie organizzazioni e fondazioni si stanno strutturando per combattere il commercio clandestino di questa carne che è gestito dalla criminalità organizzata.

In Europa invece il traffico clandestino di cani, attraverso la copertura delle adozioni internazionali e la raccolta dei randagi – dall’Italia alla Germania, ad esempio – non serve ad incrementare i menu dei ristoranti, ma piuttosto ad alimentare l’industria alimentare per i cani ed i gatti.

La Commissione:

1.      Può garantire che il commercio thailandese di carne di cani non raggiunge l’Europa?

2.      E’ al corrente del traffico, in regola con le procedure regolamentari, di tanti cani partiti dall’Italia per la Germania, spariti poi, a seguito di inchieste rimaste senza risultati, sullo sfondo di loschi movimenti di denaro?

3.      Non ritiene che sarebbe necessario stabilire nell’UE regole secondo cui gli animali non siano considerati merce?

4.      Non sarebbe il caso si stabilire un perfezionamento normativo teso a punire in modo severo che fa business con gli animali?

Questi interrogativi trovano risposta in data 9 ottobre 2013, a fornirla Tonio Borg, Commissario europeo per la Salute:

1.         L’importazione di carne di cane non è specificamente disciplinata da norme UE. È tuttavia in vigore una normativa volta ad impedire a passeggeri provenienti da paesi come la Tailandia di introdurre carne e altri prodotti animali nell’UE. La Commissione raccoglie e pubblica su internet informazioni sui risultati dei controlli effettuati a tale scopo. La Commissione continua a monitorare l’attuazione di queste disposizioni da parte degli Stati membri.

2.         La Commissione non ha ricevuto informazioni concrete che confermino la macellazione di cani per utilizzarne la carne in prodotti alimentari, né movimenti di cani non conformi alla normativa UE applicabile in rapporto con questa pratica.

3.         La legislazione dell’UE sul benessere degli animali si è sviluppata nell’ambito delle competenze attribuite dai trattati e prevede la tutela di varie categorie di animali, in particolare quelli soggetti ad essere commercializzati come beni. La particolare qualità degli animali in quanto esseri senzienti è non di meno sottolineata nell’articolo 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

4.         La normativa UE sul benessere degli animali comprende già disposizioni sulle sanzioni che gli Stati membri devono erogare in caso di mancato rispetto. Una recente proposta della Commissione per  un nuovo regolamento sui “controlli ufficiali” si propone tra l’altro di rafforzare le disposizioni giuridiche vigenti in materia.

Cosa vuol dire tutto ciò?

In Europa si propende a lottare contro il traffico illecito di questi animali, si cerca di porre fine a quella che viene definita come una vera e propria “tratta” di cani e gatti il cui destino ultimo, si presume, è quello di “imbandire” le tavole delle popolazioni asiatiche.

Carne di cane “Da tempo alcuni parlamentari europei, oltre a me, hanno espresso preoccupazione per il frequente transito di cani abbandonati, provenienti da alcuni paesi dell’Unione come Spagna e Italia, verso la Germania – sono parole pronunciate dalla Muscardini e riportate sul un blog di Repubblica.itUfficialmente si tratta di adozioni, ma nessuno controlla cosa effettivamente ne avvenga. Risulta un po’ strano che tanti vogliano accogliere meticci di altri paesi […] Si rendono più che mai necessari, quindi, controlli ben più accurati alle frontiere e una normativa comunitaria che renda inequivocabile l’effettivo destino di animali adottati da Paesi diversi rispetto al luogo d’origine”.