Come sono cambiate le abitudini ai tempi della crisi?

Se lo sono chiesti i ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston e ci hanno fatto uno studio, pubblicato lo scorso anno sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition.

La crisi economica, partita proprio dagli Stati Uniti nel 2008, e diffusasi in modo planetario ha effettivamente inciso su tutti gli aspetti dell’uomo, dal lavoro, alla carriera, ma anche sul piano alimentare.

Come spendono al supermercato adesso le persone colpite dalla crisi?

Gli studiosi hanno considerato i consumi di 78 mila donne americane e valutato i benefici della alimentazione, anche considerando le spese sostenute.

E sono arrivati a delle conclusioni, per lo più dettate dalle necessità.

Gli alimenti sui quali è meglio puntare sono frutta secca, legumi, cereali integrali. A seguire pesce, pollame, frutta e verdura.

Per ovvie motivazioni di costo beneficio, è stata confermata la tendenza a ridurre il consumo di carni rosse e conservate, i latticini.

Come fare la spesa in tempi di crisi, ma non perdendo di vista il valore nutrizionale del carrello?

Raffaela Piccinelli, del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, dalle pagine del Corriere della Sera, suggerisce:

«È fondamentale che nella dieta siano presenti tutti i gruppi alimentari, nell’ambito dei quali si potrà però dare la preferenza agli alimenti che abbinino una buona qualità nutrizionale con la convenienza. Per il gruppo di “latte e derivati”, ricordiamo poi che, data la ricchezza di proteine e calcio, ne bastano modeste quantità per rendere piatti unici sia i primi sia i secondi. Per quanto riguarda la carne, visto il costo, non resta che seguire le più recenti raccomandazioni che consigliano di non mangiarne troppa, soprattutto se rossa e conservata ».

Via dunque a preferire formaggi e uova, ricchi di proteine e nutrienti al pari della carne ma meno costosi, e ancora preferire una combinazione di cereali e legumi, che dal punto di vista nutrizionale apportano proteine in quantità simili alla carne, ma sono decisamente più economici.

All’insalata basterà aggiungere qualche noce e il pesce potrà essere scelto tra quelli a basso costo come il pesce azzurro (alici, sgombri, sarde), ma ugualmente nutriente e ricco di omega 3.

Attenzione però a non sacrificare frutta e verdura, piuttosto per economizzare si può ricorrere alla frutta di stagione, ma mai diminuire le porzioni giornaliere di questi due importantissimi nutrimenti.

Anche in Italia è stata pubblicata una ricerca sui consumi alimentari, condotta dall’Università della Calabria e curata da Domenico Cersosimo, professore di Economia delle istituzioni.

Niente di differente rispetto ai risultati d’oltreoceano anche a casa nostra: in calo gli acquisti di carne, mentre sempre più italiani preferiscono polli e uova o la carne di maiale. I consumi di frutta e verdura reggono, ma cala, purtroppo quello dell’olio d’oliva e quello del pesce fresco (a favore di conserve ittiche, non sempre davvero convenienti).

“Si consumano più pane e pasta che, seppure “mediterranei”, non vanno comunque consumati in eccesso e non devono sostituire le principali fonti proteiche. Gli italiani  sono passati dai prodotti più costosi a quelli simili ma più accessibili, e dai negozi tradizionali alla grande distribuzione e ai discount. E, temprati dalla necessità, fanno meno acquisti d’impulso e sono più attenti a non buttare il cibo” conclude Cersosimo.

Al di là delle ricerche, un’altra accortezza che si dovrebbe mettere in atto, per arginare i consumi e favorire la corretta alimentazione, è lasciare sugli scaffali dei supermercati snack, dolciumi confezionati, bibite gasate e zuccherate, e tutti quegli sfizi, non solo costosi ma anche dannosi alla salute.

E preferendo il banchetto del contadino allo snack industriale potremmo dare una mano per battere la crisi, facendo del bene anche a noi stessi. 

Articolo scritto da Alessandra Albanese in collaborazione con Vitadamamma.com