Alcuni vini possono narrare storie antiche, perché antica è la loro origine, la tradizione e la cultura in cui si radicano.
Spesso l’enogastronomia italiana è anima e cuore dei territori, la nostra, infatti, è una terra ricca di tipicità, di luoghi del “mangiar bene” dove gusto e sapore sono rappresentazioni culturali oltre che piaceri del vivere.

I vini dei Campi Flegrei esprimono la  millenaria storia della terra in cui nascono e portano con sé tutta la specialità di un luogo ricco, antico e prezioso.

Campi Flegrei – Siamo in Campania, in una “particolare” area geografica a nord di Napoli.
La zona si caratterizza per la singolare natura dei terreni su cui si estende, essa, infatti, sorge su di una  depressione vulcanica; in pratica il territorio dei Campi Flegrei anticamente fu un vulcano che è andato distrutto a seguito di una violentissima eruzione, tanto intensa da causare il completo svuotamento della camera magmatica ed il collasso del cratere stesso.
La natura vulcanica della zona è celata anche nel nome del territorio: Flegrei deriva dal greco phlegraios che vuol dire ardente, come ardente fu l’attività del vulcano flegreo sino alla sua devastazione.

Proprio la natura vulcanica del territorio caratterizza  ed alimenta un antichissima cultura del vino, specialità di questi luoghi.
Il vino dei Campi Flegrei è antico quanto il territorio, le viti nascono e crescono in questa terra da secoli e senza interruzione di sorta.

La produzione dei Campi Flegrei è stata riconosciuta DOC con decreto ministeriale del 3 ottobre 1994.

La terra in cui affondano le radici i vigneti è il punto di forza del vino flegreo. Un terreno vulcanico ha, infatti, delle caratteristiche peculiari forti: è ricco di ceneri, lapilli, pomici, tufi e microelementi capaci di nutrire uve dagli aromi e dai sapori assolutamente particolari.

La vite dei Campi Flegrei è su piede franco.
È una pianta antichissima, essa è fonte di gusto e cultura, la sua storia la rende impareggiabile:

è una vigna originaria. Che cosa significa “vigna originaria”?
Nella seconda metà del diciannovesimo secolo i vigneti europei furono devastati da un dannoso insetto: la fillossera.
Si resero, allora, necessari in molte zone innesti su ceppi di vite americana, ciò chiaramente comportò una alterazione nei gusti originari delle uve.
La vite dei Campi Flegrei rimase inalterata perché resistette all’attacco della  Philossera vastatrix.
La vite è coltivata ancora oggi sull’originario piede franco e senza portare alcun innesto.
La forza e la resistenza di questo vitigno si devono proprio alla struttura del terreno vulcanico, lì parassiti ed insetti non riescono a proliferare.