Il batterio killer, l’Escherichia Coli non arresta la sua avanzata, sale a 24 il numero delle vittime registrato in Germania, a questo nefasto bilancio va aggiunto un morto in Svezia.

Intanto la psicosi, però, non risparmia nessuno e nella incertezza i consumatori tendono a penalizzare gli alimenti entrati nel ”vortice della paura”; l’atteggiamento “difensivo” dei consumatori ha interessato molto direttamente ed assai in negativo l’economia agricola: i consumi continuano a calare. Così, per fare fronte al dissesto economico da E.Coli, la Commissione europea proporrà al Consiglio straordinario dell’agricoltura, che si riunisce a Lussemburgo, aiuti per un ammontare di circa 150 milioni di euro destinati agli agricoltori colpiti dalla crisi del batterio killer.

Prima sono stati messi sotto accusa i cetrioli spagnoli, poi è stata monitorata diversa verdura, le carni, normalmente responsabili dei contagi, e il latte non pastorizzato, comune veicolo di transito dell’E.Coli. Ieri i microscopi degli scienziati della Bassa Sassonia si sono focalizzati sulla soia, appena scagionata. Nessuno degli alimenti considerati si è dimostrato responsabile dell’infezione che tuttavia continua a propagarsi.

Considerato che il focolaio dell’epidemia si concentra in Germania,  Fazio ha chiesto al governo tedesco di controllare gli imballaggi ed è di queste ore la notizia di una nuova e sentita dichiarazione del nostro ministro che afferma:<<Bisogna fare controlli a tappeto sugli stabilimenti di produzione>>.

Di fatto nessun alimento, considerato sino ad ora, è risultato contaminato, ciò indurrebbe ad una logica ricerca più ad ampio spettro. Mentre l’E.Coli continua ad uccidere, infatti,  ancora non si è isolata l’origine dell’epidemia, non si sa dove il batterio si annidi e quindi in che modo possa arrivare all’uomo. I consumatori non sanno, dunque, da cosa debbano difendersi né come cautelarsi.

Oggi è sceso in campo anche il CODACONS, ha fatto sentire la sua voce attraverso un esposto inviato a 104 Procure della Repubblica italiana. Ciò che il CODACONS denuncia è un allarme sanitario da E. Coli, rispetto al quale le misure di prevenzione adottate dal Ministero della Salute non sono soddisfacenti, vengono, anzi, definite “assolutamente inadeguate e insufficienti”- dichiara il CODACONS  –  “Il ministero continua a minimizzare, sottolineando che non è giustificato l’allarmismo verso il consumo di ortaggi crudi, e si limita a diffondere alcune norme di prevenzione che coincidono con le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare”.

In Italia la situazione è assolutamente sotto controllo, non sussiste al momento alcun pericolo di contaminazione. Quindi alla domanda: << Cosa possiamo mangiare in sicurezza?>>, senza dubbio si può rispondere:<<Ogni prodotto nostrano>>. È inutile penalizzare la nostra frutta e verdura, in Italia non si corre alcun pericolo E.Coli.