Si chiama Escherichia Coli ed è un batterio di origine alimentare, in pratica entra in contatto con l’uomo attraverso gli alimenti contaminati. Può causare una infezione che aggredisce l’intestino, tale batterio, infatti si annida e prolifera proprio nell’intestino umano.

L’Escherichia Coli non è un “nuovo” batterio, esso è un agente  tossinfettivo noto e con cui l’uomo ha già avuto a che fare. In passato tale batterio ha dimostrato di preferire, come veicolo di trasmissione dall’animale all’uomo, la carne di manzo. Così durante i focolai epidemiologici si raccomandava attenzione verso tali carni e si consigliavano cotture lunghe capaci di permeare l’alimento in profondità. Ai consumatori era suggerito di prestare particolare attenzione agli hamburger di manzo, essi sono pericolosi veicoli di trasmissione del batterio perché si cuociono delicatamente ed a temperature non violente. L’ Escherichia Coli può annidarsi nel latte non pastorizzato, e trovarsi sulle verdure – ove il batterio potrebbe essere condotto quando l’irrigazione avvenga con acqua contaminata da escrementi di animali.

Rispetto alla attuale forma epidemiologica di Escherichia Coli non si conosce ancora il veicolo di trasmissione, ovvero l’alimento che lo conduce.

Di norma l’Escherichia Coli ha conseguenze non gravi, le complicanze maggiori riguardano i bambini e le persone debilitate, come gli anziani o coloro che soffrono già di gravi patologie pregresse rispetto all’infezione. Diversamente un adulto in buona salute che contragga una forma “conosciuta” di Escherichia Coli comunemente svilupperà solo una gastroenterite, eventualmente  forte ma non letale. Tuttavia l’ Escherichia Coli è un batterio, come tale è un elemento vivo e vitale, che muta e per la sua stessa sopravvivenza e si adatta alle condizioni dell’ambienete in cui si annida. La “mutazione”, ovvero la forma di Escherichia Coli con cui il mondo deve confrontarsi oggi è assai virulenta ed in certi casi risulta essere mortale.

Questa nuova variante del batterio Escherichia Coli, anche detto E.coli, è stata definita come “il batterio killer”.

In questa virulenta forma batterica le complicazioni possono essere gravi e molto gravi. L’Oms indica tra le più difficili da superare le complicazioni renali, esse sovente pretendono anche il ricorso alla dialisi.

Per la sua forza, per le morti che sta lasciando dietro di sé e per la difficoltà di individuarne l’origine l’ Escherichia Coli sta seminando il panico.

La paura dell’ Escherichia Coli è arrivata ovunque. Anche in Italia cresce la psicosi. Ma il nostro paese non è interessato dalla epidemia.

Il focolaio epidemiologico si concentra in Germania mentre in Europa il numero dei contagi supera di poco il centinaio. L’autorevole fonte dell’Oms sottolinea come tutti gli  ammalati vivono nel nord della Germania o vi sono stati proprio nel periodo di incubazione dell’infezione.

Una volta che l’uomo entra in contatto con il batterio l’infezione resta latente per 34 giorni prima di manifestarsi (tempo comunque variabile da 2  a 10 giorni). Questo lasso di tempo si definisce in gergo tecnico incubazione.
Come si manifesta la malattia?

I sintomi sono forti: dolore addominale, coliche addominali , diarrea con perdita di sangue.  Non è presente un aumento considerevole della temperatura corporea, quindi la patologia non comporta febbre.

Le conseguenze più gravi interessano i reni e possono estendersi sino al blocco renale.

Questa virulenta forma di Escherichia Coli ha interessato in Germania 1.500 persone circa e ad oggi ha causato il decesso di 19 tedeschi.

Oltre alla Germania, l’Escherichia Coli nella forma del “batterio killer” è stata isolata in 11 paesi: Austria, Repubblica Ceca , Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Polonia. 2 casi si sono verificati anche in America.

In Italia non si registrano decessi: un presunto caso a Firenze è stato smentito. Ad escludere che la causa del decesso possa essere ricondotta all’ Escherichia Coli è stata l’azienda ospedaliera-universitaria Cariggi di Firenze. Le autorità sanitarie hanno dichiarato che l’autopsia non lascia dubbi il batterio killer non è la causa della morte e non c’è traccia di Escherichia Coli.

Il batterio dell’Escherichia Coli sarebbe stato isolato anche in un salame di cervo di produzione italiana, ma ciò non sembra riconducibile alla epidemia né pare che possa avere conseguenze per la salute pubblica.

Il ceppo di Escherichia Coli che si sta diffondendo è il più letale registrato finora” a dichiararlo è il medico americano Robert Tauxe dei Centers for Disease Control and Prevention, che coadiuva il lavoro delle  autorità sanitarie tedesche.

Fazio ha chiesto al governo tedesco di condurre delle verifiche sugli imballaggi degli alimenti. Il ministro della Salute ha dichiarato:  “Il veicolo del batterio e’ ancora sotto studio abbiamo chiesto alla Germania di fare indagini specifiche sulle forme di confezionamento perche’ sembrerebbe piu’ trasversale che non riferito ad un singolo alimento”.

Lo stesso Ministro rassicura gli italiani e promette controlli ferrei che impediranno ogni pericolo nel nostro paese.

 

Come possiamo proteggerci dall’ Escherichia Coli?

In realtà al momento  il primo problema serio è la mancanza di certezze circa la provenienza del batterio. Infatti  le autorità sanitarie internazionali non sono riuscite ancora a chiarire l’origine e la causa dell’infezione batteriologica, ancora non si conosce il veicolo del l’infezione da Escherichia Coli, quindi non si sa dove e come si annidi il batterio.

Un fatto è certo è un batterio alimentare, quindi l’Escherichia Coli normalmente  si annida sugli alimenti, nell’acqua e nel latte non pastorizzato e si  contrae ingerendo queste sostanze.

Non sapendo dove si annida il batterio cosa possiamo mangiare in sicurezza  e come possiamo difenderci dall’infezione?

L’igiene è la migliore difesa per prevenire questa e tutte le altre infezioni  batteriche alimentari.

In prima battuta la causa dell’epidemia fu ricondotta ai cetrioli spagnoli, questa eventualità è stata esclusa. Ma da quel momento è sorta nella popolazione mondiale una vera e propria fobia verso la verdura. Si stima che la psicosi sia già costata 25 milioni di euro alle produzioni ortofrutticole italiane.

Le verdure italiane sono sicure, i controlli sono serrati ed il batterio non è presente nel nostro paese. Dunque il consumo di verdura nostrana è sicuro.

  • Lavate bene la frutta e la verdura. È sempre buona norma igienica disinfettare – con bicarbonato o latro disinfettante alimentare – la frutta e la verdura che andranno consumate a crudo.
  • Quando cucinate lavete bene il pentolame e gli utensili. Lavate sempre  i coltelli e le forbici con cui tagliate le verdure crude.
  • Lavate  sempre le mani dopo aver maneggiato verdure e carni crude, in genere lavate le mani spesso quando preparate il cibo.

Queste basilari norme igieniche faranno sì che possiate mangiare in sicurezza senza rischi per  la salute. D’altronde sono norme di buon senso valide sempre!