Il carnevale palmese  prende il suo nome dal territorio in cui si svolge: Palma Campania nel napoletano.

Nel ‘600 i vicerè spagnoli resero importante il carnevale napoletano, durante il quale molti aristocratici si mescolavano alle feste di carnevale popolari.

Le manifestazioni si svolgevano nel quartiere del Carmine e consistevano nella sfilata del capitano spagnolo seguito da un corteo di pulcinella senza maschera muniti di tamburelli. Man mano che aumentava la folla, le maschere si mettevano in cerchio, dentro di esso, lo spagnolo ballava freneticamente la tarantella. Questo tipo di esibizione viene ripresa oggi dal carnevale palmese con le sue quadriglie.

Queste quadriglie altro non sono che un gruppo variabile di persone (a volte anche 200) che si sfidano in una competizione musicale durante i giorni del carnevale.

Sull’origine del nome “quadriglia” vengono fatte 2 ipotesi:

  1. dallo spagnolo caudrilla che rappresenta la disposizione delle maschere durante la sfilata, cioè 4 per riga;
  2. dal francese quadrille, nome della famosa danza d’oltralpe.

Le quadriglie sono composte da:

  • fiati (clarinetti, tromboni, sassofoni etc), circa 15 elementi, suonati da musicisti esperti;
  • piccola banda composta dalla grancassa, tamburo e piatti o cimbali suonati sempre da esperti;
  • strumenti a percussione tipici della zona (tammurelle, triccaballacche, putipù e scetavajasse) suonati dai componenti della quadriglia.

Il tutto è diretto da un maestro scelto all’interno della quadriglia perché considerato una persona molto istrionica che ha il compito di giullare (pazzariello napoletano).

I festeggiamenti del carnevale palmese, nonostante i preparativi inizino con largo anticipo, durano 3 giorni.

Si parte la domenica con le sfilate in costume delle quadriglie. Ognuna sceglie un tema per i travestimenti che varia di anno in anno. Negli ultimi tempi sono stati introdotti anche carri allegorici, sempre a tema, in modo da arricchire ancora di più le sfilate.

Il lunedì è dedicato ad una vecchia tradizione molto sentita dai palmesi, il PASSO. È una marcia a cui si apprestano tutte le quadriglie, senza maschera e senza musica, sfilano per le strade del paese camminando solo al suono della marcia.

Il momento culminante del carnevale è proprio il martedì grasso. Verso le 14 tutte le quadriglie iniziano a sfilare in maschera (insieme ai carri) per un circuito stabilito e fermandosi presso alcune tappe esibendosi nel loro canzoniere assumendo la famosa forma a cerchio, al centro del quale, si trova il maestro che fa da guida. Ad ogni tappa ci sarà una giuria che vota costumi, musiche e maestro e che, alla fine della sfilata, decreterà la quadriglia vincitrice del palio.

Il gusto del Carnevale in questi luoghi si chiama Migliaccio, un dolce tipico dagli ingredienti semplici: semola, uova, profumo di millefiori, ricotta e cedro.Sono sapori essenziali, ma straordinari nel loro incontro, ricchi nella mescolanza e di grande carattere nel gusto finale.

Scopriamo insieme il Migliaccio, grazie alla ricetta di Anna, amica di Ricetteche oggi ci porta nella sua cucina:

Ingredienti:

250 gr di semola
una bustina di vanillina
6 uova
acqua millefiori
300 gr di ricotta
500 gr di zucchero
2 litri di latte
burro-cedro-sale

Procedimento:

Mettere a riscaldare il latte senza però portarlo ad ebollizione, inserire quindi la semola, un po’ per volta, a pioggia con un cucchiaio, facendola amalgamare bene al latte girando sempre nello stesso verso. ” Di solito nel latte io aggiungo anche scorza di arancia lo insaporisce di più “.

Cotta la semola la si lascia raffreddare.

Quindi, ci si può dedicare a lavorare ricotta e zucchero, in un recipiente a parte, e lavorarla fin quando il tutto diventa cremoso.

In un altro recipiente ancora mettere uova, vanillina,cedro,sale “un pizzico” e millefiori, mescolare il tutto lavorando con forza….quasi a voler sbattere come disolito si fa con le uova.

Fatto ciò unire il composto alla riccotta amalgamandolo per benino, resesi conto che è tutto ben amalgamato unire la semola, ovviamente un poco per volta per evitare la formazioni di grumi.

Imburrare la teglia e infarinarla leggermente facendo scivolar via quella in eccesso…infornare per un ora a 150°.